martedì 6 maggio 2008

Pensieri alla rinfusa

Ma chi l'ha detto poi che un post debba essere lungo e debba contenere per forza qualcosa? Qualcosa da dire c'è naturalmente, ma sono come tante schegge (impazzite) di riflessioni fatte durante una corsetta di 10Km piuttosto che di una uscita in gruppo per una birretta o semplicemente fatte così perchè alla volte invece di inseguire noi i pensieri, questi vengono a bussare alla nostra mente indipendentemente dalla nostra volontà.
E così cominciamo. Il Sole è passato dall'Ariete al Toro. Stefanino ne ha fatti 30 (TANTI AUGURI di nuovo!), l'Italia ha cambiato governo e Roma ha un nuovo sindaco. Dite che i tre fatti sono in qualche modo legati o si tratta di pura e semplice casualità?
Il polline continua a cadere copioso dagli alberi e i miei inutili tentativi di mantenere pulita la macchina si vanno a fare benedire. Una domanda: ma perchè dai pini scende quella cazzo di polvere giallina che nun se ne va manco se infili la macchina direttamente in lavatrice? E poi: ma che chi costruisce i parcheggi sta ai mezzi con i proprietari di autolavaggi? Non c'è parcheggio senza pini e viceversa!
Io continuo a essere chiamato "polemico", ma possibile che il polemico sono io quando c'è qualcuno che insulta le persone solo perchè ribadiscono più volte concetti lapalissiani o fanno domande scontate tipo "Anche tu qua?Ma che ci fai?" e la risposta è sarcasticamente: nulla passavo di qua per caso perchè dalle 8 la mattina alle 16:30 il pomeriggio non ho niente da fare?
Ogni riferimento a Dave è proprio voluto!
C'è chi dorme (e non piglia pesci), chi va in Messico (due colleghi), chi passa i ponti in famiglia, chi si fa una zuppa di frutti di mare e crostacei, chi lavora, chi fa finta, chi parla al telefono, chi si fa domande e chi tenta di darsi delle risposte.
C'è anche chi ogni tanto trova ancora il tempo e la voglia di uscire insieme ai vecchi amici. Un gelato, una birra, una bottiglia di Moscato d'Asti, ma anche una cena con un cameriere che prenderesti volentieri a calci...tutto pur di avere indietro quelle quattro risate che ti fanno staccare la spina dai pensieri quotidiani e ti rimettono al mondo.
Di palo in frasca: ma Anna non manda più mail? Me l'avete traumatizzata. Devo dire una cosa (un'altra?): il solo fatto di dover andare a vedere la posta perchè il popup mi avverte che è arrivata una nuova mail, aprire la mailbox e scoprire che no, non è una mail aziendale di lavoro, ma "soltanto" l'ennesima catena mi fa passare la giornata e mi fa pensare che "il lavoro nobilita l'uomo, ma non deve renderlo schiavo". Ad Anna quindi un grazie speciale per essere così...
Nel fratempo Totti si è infortunato al ginocchio, il campionato di calcio sta per terminare, tra circa un mese cominceranno gli Europei e tra due e mezzo le Olimpiadi. E il mio pensiero va a tutti quelli a cui non frega nulla dello sport, eppure saranno tutti davanti la tv...e all'aziendalista che è un pò che non scrive mail e non telefona e quindi penso che se la stia passando bene!

Ci sarebbero ancora tanti pensieri...forse il prossimo post!

mercoledì 16 aprile 2008

12 Aprile 2008

Sabato 12 Aprile 2008. Usciti dall'agriturismo che ci ospita, saliamo in macchina e cominciamo a inerpicarci su stradine sterrate che ci fanno salire e scendere neanche fossimo sulle montagne russe di Gardaland. La natura intorno a noi ha già messo il suo vestito migliore. I fiori dei campi sono letteralmente esplosi. Giallo, viola, rosso, verde...un trionfo di colori. Paradossalmente anche il vento forte e freddo che taglia il viso e rende vano il lavoro dei parrucchieri e il cielo plumbeo aiutano a rendere i colori più vivi e l'idea di primavera più forte e intensa.
Arriviamo davanti a una casetta bianca in cima ad una collinetta. Scendiamo e raggiungiamo un gruppetto numeroso di persone che attende la sposa davanti la porta di casa. Lo sposo invece è giù con noi. Nervoso e teso cerca di far star buono il figlioletto che corre a destra e a sinistra cercando in tutti i modi di sporcare il suo bellissimo frac! Un vero spettacolo! All'improvviso eccola. Per problemi "di pancia" non avevo avuto modo di vedere Francesca il venerdi precedente e di conseguenza non ero preparato a quella vista. Quella vista così familiare eppure così nuova. Attorniata dai parenti mi defilo per farle respirare l'abbraccio caloroso dei suoi cari, poi all'improvviso il suo viso si sposta verso destra sopra la spalla di quello o quella che la sta abbracciando e i nostri sguardi si incrociano. Un occhietto. Un attimo eterno. Amici per sempre.
Dopo una girandola di saluti e di abbracci ci muoviamo in direzione del paese e soprattutto della chiesetta dove saranno celebrate le nozze. Il paese è molto grazioso. Piccolo, semplice e grazioso. Davanti la chiesa un gruppo di bambini accompagnati dalle loro mamme stanno aspettando la loro maestra. Uno di loro tiene in mano un cartello: "Auguri Maestra Francesca il Buozzi Presente!". Lei scende dalla macchina e li saluta, emozionata, uno per uno.
L'entrata in chiesa è accompagnata, oltre che dalla classica marcia nuziale, anche dal "Dolce Sentire". E vedere questa coppia dirigersi verso l'altare e fra loro il frutto del loro amore è un'emozione grandissima.
La cerimonia comincia e, come nelle più classiche delle tradizioni, alcuni invitati cominciano il loro personalissimo tram tram dentro e fuori la chiesa. Io compreso.
Rientrando poco prima dello scambio delle fedi penso: speriamo che il tempo resista fino alla fine della cerimonia.
Scambio di promesse e fedi. Firma dei verbali da parte dei testimoni. Offertorio. Comunione e Benedezione finale.
Usciamo e mentre aspettiamo l'uscita degli sposi, il vento comincia a soffiare più forte e più freddo. Di colpo si placa e una pioggerellina fina e fastidiosa accompagna l'uscita degli sposi. Espletato il rito del lancio del riso sotto l'acqua, risaliamo in macchina e ci dirigiamo al ristorante.
Aperitivo e antipasto. Soutè di cozze e vongole, insalata di mare, carpaccio di pesce spada e salmone, fritti, polenta, affettati vari. Ravioli ai funghi porcini e tartufo, tagliolini al ragù, controfiletto, maialino arrosto, pezzi di faraona, coniglio e tacchino al forno, sorbetto al limone, dolci vari, torta nuziale e brindisi.
Compagnia piacevole. Ospiti allegri e ruspanti. Amici molto rumorosi. In conclusione una bellissima giornata.
La sera, noi amici di Roma, siamo andati a rompere i cabbasisi a casa degli sposi. Due chiacchere ancora. Il tempo finalmente di chiaccherare da solo con Francesca e di godermela 10 minuti solo per me. A mezzanotte ritorniamo all'agriturismo e nella solitudine della mia camera ripenso a quei cinque minuti di pioggerellina che mi aveva disturbato all'uscita degli sposi. Li per li c'ero rimasto male. Tutti a dire: Sposa bagnata, sposa fortunata, e io a pensare: no, sposa bagnata, sposa sfigata. Poi d'improvviso un pensiero confortante. Forse dal cielo 3 angeli hanno voluto manifestare così la loro presenza e la loro commozione davanti a tanta felicità. Forse quelle goccie di pioggia dapprincipio fastidiose non erano altre che le lacrime di 2 padri che dall'alto piangevano al matrimonio dei loro figli. Forse...A me piace pensare che sia così.

martedì 18 marzo 2008

L'invidia è un'erba...che fa male al fegato

Da Wikipedia:

L'invidia è un sentimento malevolo nei confronti di un'altra persona o gruppo di persone che possiedono qualcosa (concretamente o metaforicamente) che l'invidioso non possiede.

Avete presente Cornacchione nello sketch in cui piangendo dice:"Povero Silvio, ce l'hanno tutti con lui.....", beh cambiate Silvio con Silvia e otterrete quello che ho pensato io quando un David avvelenato mi ha raccontato la seguente storia.
Andiamo con ordine. 12 Gennaio 2008. Un extra comunitario tenta di entrare con la forza nella macchina di Silvia. E già questo potrebbe far capire come l'anno non sia partito proprio con il piede giusto, ma il peggio (naturalmente per Silvia) doveva ancora venire...
10 febbraio 2008. Lorenzo ed io custodiamo un segreto su David che la sera del compleanno di Silvia abbiamo "tentato" in tutti i modi di rivelarle. Davide ha prenotato il locale per la festa solo per pietà verso una ragazza emarginata. Sara e Laura poi non fanno altro che sparlare di lei. Gli altri? Beh, potrei poeticamente (e banalmente) dire che gli altri siamo noi, ma penso che in questo caso sia più appropriato dire che agli altri non fa piacere avere Silvia nel gruppo...
Lei, poverina, si è resa quasi ridicola; tentando in tutti i modi di farsi accettare, ma non c'è niente da fare. Vittima sacrificale di un carnefice di nome David e dei suoi amici aguzzini.
Vi sembra assurdo? Vi sembra una trama degna della fiaba di Cenerentola? O di Beautiful? No, signori miei. Tutto reale. Tutto vero. Forse neanche i più titolati sceneggiatori di Hollywood sarebbero riusciuti a pensare ad una storia tanto assurda. Eppure alle volte, una piccola, insignificante, grigia, anonima, perfida, meschina, misera, arrabbiata, guasta, nociva, ma soprattutto INVIDIOSA riesce a superare questi grandi maestri.
Ho pensato molto a come smontare una ad una le accuse mosse alla Compagnia da questa donnuncola, poi mi sono detto:"Ma se invece di sputarle addosso tutto il nostro schifo, tutta la nostra disistima, tutta la nostra rabbia per aver colpito alle spalle una persona a noi cara, non ci fermassimo a guardarla, immobili, con un sorriso beffardo sulla bocca...uno sguardo ammiccante e un atteggiamento di chi sta per dirle...ce l'avevi quasi fatta...eri quasi riuscita a vivere i tuoi 5 minuti di gloria...e invece te ne torni nella fogna da dove sei venuta...non sarebbe più efficace?"
Ed è questo che voglio fare. Semplicemente mostrare i fatti. Senza peraltro sentirmi in dovere di utilizzare panegirici ricercati per dire a Silvia quanto ormai fa parte integrante della nostra Compagnia. Quanto ormai teniamo alla sua persona (David in primis e naturalmente in modo molto più profondo di quanto possiamo fare noi). Non ce n'è bisogno...offenderei la sua intelligenza!
Ed ecco signori...a voi le foto che testimoniano di una bellissima serata passata tutti insieme (o quasi, i coniugi milanesi assenti giustificati) a festeggiare un'Amica. E le uniche sensazioni che traspirano dalle foto sono: Gioia, Amicizia.

Ultima raccomandazione: la visione delle suddette foto è sconsigliato a chi una vita sua non ce l'ha (oppure se ce l'ha è abbastanza grigia e sola), a chi non è immune dal virus dell'invidia e a chi ha bisogno di infangare gli altri per avere i suoi 15 minuti di gloria personale. Travasi di bile sono probabili...

P.S. Alla festa purtroppo mancava anche la Napoletana.







giovedì 13 marzo 2008

Quella che non sei

Io ti ho vista già, eri in mezzo a tutte le parole che
non sei riuscita a dire mai.
Eri in mezzo a una vita che poteva andare ma
non si sapeva dove...
Ti ho vista fare giochi con lo specchio
e aver fretta di esser grande
e poi voler tornare indietro quando non si può.

Quella che non sei
quella che non sei non sei
ma io sono qua e se ti basterà
quella che non sei, non sarai
a me basterà.

C'è un posto dentro te in cui fa freddo
è il posto in cui nessuno è entrato mai
quella che non sei.

Io ti ho vista già eri in mezzo a tutte le tue scuse
senza saper per cosa.
Eri in mezzo a chi ti dice "scegli": o troia o sposa.
Ti ho vista vergognarti di tua madre
fare a pezzi il tuo cognome
sempre senza disturbare che non si sa mai.

Quella che non sei
quella che non sei non sei
ma io sono qua e se ti basterà
quella che non sei, non sarai
a me basterà.

C'è un posto dentro te che tieni spento
è il posto in cui nessuno arriva mai
quella che non sei.

Ti ho vista stare dietro a troppo rimmel
dietro un'altra acconciatura eri dietro una paura
che non lasci mai.

Quella che non sei
quella che non sei non sei
ma io sono qua e se ti basterà
quella che non sei, non sarai
a me basterà.

C'è un posto dentro te in cui fa freddo
è il posto in cui nessuno è entrato mai.
Quella che non...


Quella che non sei, Ligabue, dall'album Buon Compleanno Elvis

lunedì 10 marzo 2008

Per riempire l'attesa di un nuovo post....

Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che
vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si
meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno
finché non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso,
Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne
saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qui,
però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con
quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in
qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare
avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non
leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno
le cose. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che,
il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche
soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto
questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da
un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare
da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché
comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.


Monologo dal film Radiofreccia.

lunedì 11 febbraio 2008

Venti mioni Mafà...


Signor Presidente, e dove vuole che sia cominciato tutto? A Tor di valle, è regolare!

Beh magari non era proprio Tor di valle (era a Lungotevere Dante, nella sede dell'Università), ma se non ricordo male fu proprio recitando una delle tante scene di questo film memorabile che io e Fabio, The Fox, ci siamo conosciuti.
Come definirlo? Potrei dire che lui ama definirsi tecnico-ippico (!!!) perchè lui "ha corso, c'ha i ritagli", e che passa le nottate sur CAVALLO, ma invece de "faje male er culo.... je fa male la capoccia". Potrei anche dire che con le donne sfodera spesso il suo "soriso maggico", ma sotto sotto "NON ARMA, insomma MUFFA". Anvedi questi. Ma allora siete ignoranti, non avete studiato! Dopo che cambia lavoro je viè er complesso. D'Edipo? E',è, è...ao io nun lo so de chi è sto complesso, so solo che dopo che da le dimissioni ci vogliono almeno 4-5 mesi perchè gli torni un sorriso sul viso...potrei dirvi un sacco di altre cose, ma "Strigni strigni è solo 'ndisgraziato!"
Il suo problema e' a monte... al Monte dei Pegni pero'! E per fortuna non è mai capitato sotto le grinfie di "Tornado, il vento che uccide". ("Per dormì nun me devo mette i tappi alle orecchie: me li dovrebbi da mette ar naso!").

Come dicevamo, tutto ha inizio alla Terza Università di Roma, ovvero il luogo di ritrovo di centinaia di fanatici nullafacenti, pronti a giocare a carte, mangiare panini dallo "Zozzone", fare casino e non studiare mai.
E in questa bolgia infernale personaggio di spicco è sempre stato Fabietto. Uno che quando lo guardavi non potevi che gridargli "Gelatiii!, Noccioline!, Poppe-cornne!". Uno che tra il lusco e il brusco è riuscito sempre ad ottenere il massimo col minimo sforzo. Cioè passare gli esami studiando l'indispensabile. Facendo tre, quattro....dieci(?) cambi d'ordinamento, scegliendo alla fine "l'indirizzo falliti"...e torniamo quindi alla definizione di cui sopra: strigni, strigni è solo 'ndisgraziato! Ma naturalmente scherzo!
Come si fa a non volergli bene? Uno che alla festa di compleanno di un suo amico chiede, non ad un invitato qualsiasi, ma proprio al festeggiato, di "fargli conoscere quell'interessantissima e affascinantissima ragazza" (ma avrà detto proprio così?) e che come risposta riceve un: "Guarda che quella è mi madre!", uno che riesce sempre a fare la domanda sbagliata nel momento sbagliato alla persona sbagliata, uno che due secondi dopo essersi laureato, in giacca e cravatta, prende me e Lorenzo e ci fa: "Vi offro un panino dallo Zozzone...me ce dovete portà così...in giacca e cravatta... a sfregio!", è un personaggio troppo fuori dalle righe per catalogarlo e lasciarlo nel dimenticatoio.
Ma Fabio non è solo risate e battute. Mi legano a lui i sacrifici dell'università, piccole gioie, immancabili dolori, esperienze di vita simili e poi due anni di passione nello stesso ufficio. Lì, dove finalmente conosci e apprendi per intero cosa significa lavoro, sacrificio, gavetta, lì dove impari per la prima volta il significato e il valore dei soldi, la battuta e il conforto di un amico sono stati per entrambi l'ancora alla quale aggrapparsi. Perchè chi non vive le stesse esperienze non può capire. Può cercare di consolarti, ma non può capire.
Insomma per un pò ci siamo sentiti ripetere che eravamo forti, che dovevamo aspettare il nostro momento, che le cose sarebbero cambiate, ma noi in quei frangenti ci sentivamo sempre come quel cavallo, Mon Amour, "che è sempre un cavallo de categoria...si, categoria invalidi!" , oppure quell'altro, Soldatino, "quello più rincojonito d'Europa".
Ultimamente sono preoccupato. Si, perchè Fox non è più lui. Un pò forse se le cerca. Un pò non gli dice neanche molto bene. Ma sto notando che, sempre più spesso, prende questa seconda ragione come scusa per non reagire. E' come se dicesse: le cose vanno male, io le tento tutte, ma il destino si incaponisce contro di me. Ed invece di fermarsi a riflettere, cercando di vedere le cose con occhi obiettivi e critici, tenta di cogliere ogni cosa che gli si presenta davanti, come se fosse appena tornato da un lungo peregrinare nel deserto e la fame e la sete gli facessero mangiare e bere qualsiasi cosa gli venga offerto. E puntualmente rimane deluso dal sapore. Alle volte, come scrivevo due post, sapere che la perfezione non esiste può essere un gran vantaggio. Ho come l'impressione che lui voglia vivere solo eccitazioni da prima volta e che davanti alle prime difficoltà, proprio per la mancanza di ragionamento a monte, si sbricioli in mille pezzi. Naturalmente queste sono solo mie sensazioni. Ma siccome ho avuto carta bianca continuo nei miei ragionamenti a voce alta. Anche perchè non so se avrei il coraggio di farglieli faccia a faccia. Ma non per paura, per pudore. E allora così è più facile.
Per me lui dovrebbe fermarsi. Ma non fermarsi in maniera statica. No. Per fermarsi intendo lasciare accadere le cose così, naturalmente. Guardarle, soppesarle, pensare. Pensare soprattutto a quali obiettivi raggiungere. Capirli e perseguirli. Certo mi rendo conto che è più facile a dirsi che a farsi. Non voglio in nessun modo ergermi a Gran Maestro...anche perchè potrei farlo solo nel girone dei cretini con tutti gli errori che giornalmente commetto. Questo vuole solo essere un punto di vista diverso per "permettergli" di vedere come la vedo io da fuori. E magari trovare la chiave che sblocchi questa situazione di stallo in cui si è infilato.
In alcuni frangenti ho cercato anche di metterlo in guardia. Forse ho scelto il modo sbagliato.
Continuo a ripetere: Jerry McGuire...tu sai!
Non importa ciò che tu hai fatto fino ad ora. Se le cose vanno male è adesso che devi sacrificarti e rinunciare. Ma se fosse possibile per qualcosa in cui credi veramente. Si può vincere e si può perdere. Non ha importanza. L'importante è che la partita la giochi senza paura e soprattutto mettendo tutto te stesso. Così almeno non avrai rimpianti. Non credo che in tutta sincerità tu lo abbia sempre fatto fino ad ora. Ma forse sto diventando troppo pesante.
E allora aspetto una telefonata, una mail in cui, per l'ennesima volta mi sentirò dire:" Venti mioni, Mafà....me servono venti mioni...." a cui io risponderò:" Ho capito...hai combinato un altro dei tuoi soliti casini..." e tu: " Eeesatto!". Perchè in fondo ci piaci così: CASINARO!

mercoledì 6 febbraio 2008

Elogio della (mia) follia

















"Di me giudicheranno gli altri; eppure se la presunzione non mi
accieca
completamente, ho fatto sì l'elogio della Follia, ma non certo da
folle."
Erasmo da Rotterdam in una lettera a Tommaso Moro.

Erasmo da Rotterdam scrive L'Elogio della follia nel 1509. Verrà pubblicato nel 1515.Protagonista principale: La Follia. La Follia sfila come uno degli dei, figlia di Plutos e della Freschezza e allevata dall'ignoranza e dall'ubriachezza, i cui fedeli compagni includono Philautia (Vanità), Kolakia (Adulazione), Lethe (Dimenticanza), Misoponia (Accidia), Hedone (Piacere), Anoia (Demenza), Tryphe (Licensiosità), Komos (Intemperanza) and Eegretos Hypnos (sonno mortale). Detto questo non è difficile immaginare perchè io mi senta un "Folle".

Sono un folle. Sono un'Idealista. L'ultimo degli Idealisti. Sono un Romantico. Quindi Idealista e Romantico. Sono un'Idealista e Romantico disincantato. Gran brutta razza...razza da evitare. Si, perchè: conoscete ancora qualcuno che si accalora per un'idea? Conoscete ancora qualcuno che non riesce a passare sopra i suoi principi tanto da diventare tedioso e insistente? Se la risposta è si allora vi prego di farmelo conoscere perchè potremmo aprire un circolo riservato. Riservato a chi come noi ha questa sventura.
Sono eccessivo, lo so. Non posso farci nulla. Ma sicuramente non sono falso. Sono sconsiderato. Ma nessuno potrà mai dire che non sa cosa penso di lui.
Ma la cosa più assurda sapete qual è? E' che tutto sommato, nonostante questa mia "follia" mi abbia portato (in questo mondo cinico e razionale dove ognuno guarda il proprio orticello) più noie che vantaggi, più sconfitte che vittorie, più bocconi amari che gioie, io sono soddisfatto di ciò che sono. E non cambierei la "mia follia" con tutta la vostra razionalità.
Se dovessi mai sentire qualcuno dire: "Simone è una persona simpatica" e poi non aggiunge altro, allora saprei che quella persona non mi conosce affatto. E se quella persona è uno di voi che legge...beh la cosa mi farebbe molto male. Chi mi conosce...anzi, chi mi Conosce mi ama o mi odia. Non mi importa che faccia una o l'altra cosa. La cosa che più mi sta a cuore è che quella persona in un modo o nell'altro si è presa il disturbo di perdere un pò del suo tempo per grattare la superficie e vedere chi c'è sotto la maschera(citazione pirandelliana) da pagliaccio che indosso ogni giorno. No, non perchè ho paura del mondo, ma perchè forse non ho ancora trovato il modo di pareggiare i conti con me stesso.
Io cerco di farlo sempre. Alle volte riesco a capire le persone. Altre no. Non devo convincere nessuno della bontà delle mie idee. Non cerco consensi fini a se stessi. E non cerco vendette. Non ragiono sulla base di preconcetti, ma mi aiuto con le esperienze passate perchè credo che la Storia sia magister vitae.
E' più comodo credere che un "folle" sia tale piuttosto che ragionare sulle sue parole. E' più comodo dire: questo problema non è un mio problema che affrontare la cosa, è più facile nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi piuttosto che guardare in faccia una persona e dirle perchè (secondo noi) ha sbagliato.
Sono convinto che quando mi vedrete indifferente alle vicende del mondo, o più semplicemente alle nostre, allora sarà il momento che vi dovrete preoccupare davvero; perchè quello sarà il giorno in cui la ragione avrà avuto il sopravvento sulla mia follia.
P.S. Nella foto Follia guida il carro di Amore.
P.P.S. Ancora ringraziamenti particolari: a Sara perchè è una "semifolle" e mi asseconda in tutto e per tutto (Ti Amo), a Davide perchè ancora sopporta la mia follia e a David perchè anche se non "folleggia" riesce sempre a capirmi.
P.P.P.S. Ad Anna un grande abbraccio e l'augurio che settimane come questa non debbano più venire. Ci siamo capiti ;-). Stai calma...e non ti ci abituare.