lunedì 30 giugno 2008

Un mezzo pomeriggio al mare

Una mezza giornata in compagnia di David è sempre fonte d'ispirazione. Soprattutto se tutto è condito da sole, mare, grattachecche e panze.
Dando uno schiaffo morale a Davide, che non credeva possibile che il bradipo che è insito in David potesse risvegliarsi e venire a prendermi per portarmi al mare subito dopo pranzo, alle due e cinque di un assolatissimo pomeriggio di inizio estate squilla il mio cellulare. La voce stranamente squillante di David mi dice che "...io sono pronto, esco di casa tra 10 minuti...calcola il tempo di arrivare...!". Preciso come un'orologio svizzero il nostro eroe mi carica sul suo fiammante (grigio) cinquino e schiaccia l'acceleratore raggiungendo subito velocità inaudite (65 Km/h) per raggiungere il lido. Dopo circa mezz'ora arriviamo sul lungo mare. Ci dirigiamo in direzione dei Cancelli. E trovare un posto diventa da subito un'impresa proibitiva. Sembriamo Fantozzi e Filini in una delle loro stravaganti gite...
Tutta Roma sembra essersi trasferita ad Ostia. E io comincio a temere per la salute mentale di David. Si sa, lui non è propriamente quello che si dice "un tipo tranquillo" (nel traffico) e il perdurare della situazione mi faceva pensare al peggio. Il fatto poi che cercasse di parcheggiare in ogni piccolo perturgio (anche spudoratamente improbabile) rendeva tutto molto più preoccupante.
Eppure con mio sommo gaudio il nostro eroe riesce a mantenere un atteggiamento propositivo e tranquillo e anzi, per dirla tutta, sono io che sbrocco ad una tizia che si era attaccata al clacson...mentre Dave cercava per l'ennesima volta di infilare il bolide in uno spazio in cui non sarebbe entrato un motorino: ortogonale alla strada!
Incredibilmente arriviamo fino all'ingresso della notissima località "Villaggio Tognazzi" e lì riusciamo a parcheggiare.
Belli come due scolaretti il primo giorno di scuola, camminiamo lungo il ciglio della strada in fila indiana per cercare di non essere investiti puntando l'ingresso di una spiaggia libera attrezzata in quel di Capocotta.
Fortunamente l'oasi non era quella naturista...
Giungiamo finalmente sul bagnasciuga e lì ci si presenta davanti la seguente scena: ressa chilometrica al bar, spazio dj con musica tribal house sparata sulla spiaggia da circa 8 casse in stile concerto di Vasco Rossi all'olimpico, 2 idioti che suonavano dei bonghi sopra la musica e neanche uno spazietto libero dove infilarci.
Ah dimenticavo lo scemo del bar che col microfono selezionava e perculava la gente in fila...
Riusciamo a distanziare tutto il caos e a sistemare i due "TELI" (va bene Dadino???), ci sdraiamo e cominciamo a prendere il sole. Il pomeriggio era splendido e la brezza marina alleggeriva il caldo asfissiante di quelle ore.
E così tra una conversazione sui massimi sistemi, una perculatio su qualche uomo bello, tonico e con discreta panzetta, il nostro eroe si imbatte nell'unico grattacheccaro napoletano di Ostia e dintorni. Azz...2 grattachecche m'hann dat!
Soddisfazione delle soddisfazioni: c'era anche della gente più bianca di noi...e non è un'esagerazione!
Unico neo? Mi sono messo la crema solare con protezione 16: secondo voi mi sono colorato?

1 commento:

Anonimo ha detto...

...ed io intanto a casa con la "flu"( amour, hai visto che slang...)Cmnq, il giorno che arriverò in spiaggia, altro che tintarella di luna!!!!